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Tracturo3000

Le persone

Tracturo3000

Il nome Tracturo 3000 viene da Tracturo: parola antica, eredità culturale; 3000: proiezione verso il moderno. Tale collegamento può consentire una lettura profonda e consapevole del territorio, attraverso la necessaria visione internazionale, competenze originali e un approccio multidisciplinare.

L’idea di questo Progetto nasce dalla passione condivisa di professionisti in vari settori che si sono incontrati nel contesto particolare del Premio Verga d’Argento.

Il Team Tracturo3000 è costituito sia dalle persone che intraprendono il cammino a piedi, sia da quelle che costituiscono la rete di collaborazione "fissa", in collegamento reciproco e continuativo.

I cinque gruppi che lavoreranno al progetto sono i seguenti:

  • 1. **W.G.** Gruppo in cammino (P. Triadan, F. Marchionni, P.Imperiale)
  • 2. **A.D.G.** - Gruppo architettura/design (A. Latifi, S. Visca, A. Fratoddi)

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Idee & Fatti

La Transumanza

La transumanza, patrimonio nobile e antico di popolazioni che attraverso la cultura pastorale hanno scambiato conoscenze, implementato economie, favorito scambi commerciali, trova con fatica una sua giusta collocazione nel mondo contemporaneo dove le relazioni umane sono scandite da una diversa concezione del tempo.

Le vie di comunicazione ancora oggi veicolano culture e costumi nuovi, ma sono depositarie di un diverso modus vivendi all’insegna dell'accesso diretto e veloce alle informazioni e all’ambiente. La vasta bibliografia esistente interpreta e documenta le vie dei tratturi nel loro valore storico, eppure molti segnali indicano come la cultura della pastorizia sia una realtà ancora viva, soprattutto nelle regioni attraversate da queste vie.

In Abruzzo, nel Molise e in Puglia sono stati proposti nell'ultimo decennio un buon numero di progetti e di lavori mentre giovani aziende hanno trovato forme di cooperazione e di valorizzazione per i loro prodotti. Il vivo interesse coltivato dagli “addetti ai lavori” negli anni 2000, è ancora insufficientemente supportato dalla pubblica amministrazione per la quale l’eredità dei tratturi pare essere diventata quasi un peso o, al limite, un' icona turistica vuota di contenuti.

Ogni idea positiva sembra che si scontri con il depauperamento progressivo di quelli che un tempo erano beni demaniali per eccellenza. L'impossibilità di recuperare integralmente i simbolici 111 metri di larghezza originali del Tracturo Magno lungo i 244 km che vanno dall’Aquila a Foggia, può però essere superata attraverso una nuova visione del tratturo.

Il Tracturo non è semplicemente un'area da tutelare: è un percorso e un bene immateriale che ha una storia di secoli e nei secoli ha subito cambiamenti e adattamenti continui, trasformazioni che testimoniano il pas-saggio dell'uomo. Un esempio ispiratore a livello europeo è il Camino de Santiago de Compostela, studiato direttamente da alcuni membri del gruppo di lavoro, che è diventato un momento di importanza unica per realizzazioni sostenute da Fondi Comunitari.Annualmente richiama centinaia di migliaia di pellegrini, fedeli e non, in un contesto in qualche modo analogo al nostro.

In Spagna El Camino è stato individuato come una linea di sviluppo comune per le aree rurali di regioni che spesso sono state in contrasto tra loro: è la dimostrazione di un successo possibile e ripetibile.

Il Cammino

Ci sono 300.000 passi da muovere per arrivare dall’Aquila a Foggia, qualche decina di chilometri in più da percorrere rispetto agli originari 244 di lunghezza del Tratturo Magno.

Durante il percorso non seguiamo la via più agevole, perché il nostro impegno principale è quello di fare esattamente, metro dopo metro, il Tratturo Magno e verificarne la percorribilità a piedi e con le greggi.

I pastori impiegavano 15 giorni con le loro pecore, ma era un tempo molto variabile: dipendeva in gran parte dalle condizioni meteorologiche e dallo stato di salute delle greggi alla partenza e poi, come sempre, dagli imprevisti. Noi di solito forziamo il passo negli attraversamenti cittadini o pericolosi per il traffico, dove non possiamo essere accompagnati da animali, così posssiamo fare anche più ore di cammino ogni giorno rispetto ai nostri predecessori. 9 giornate di cammino piene per arrivare dal Piazzale di Santa Maria di Collemaggio fino in Piazza dell’Epitaffio a Foggia, con tappe lunghe anche fino a 40 km.

Paradossalmente la tappa più breve, la seconda da Cinturelli a Forca di Penne, è anche la più dura sia per il dislivello da superare, sia per l’assenza di sentieri in mezzo ad un bosco ricresciuto da pochi anni sul tratturo. E’ difficile anche il cammino sulle colline del chietino, caratterizzate da saliscendi continui su sentieri con fondo argilloso.

Fortunatamente i vigneti e le piante di fico cariche di frutti ci offrono ogni anno un dolce conforto. Complessivamente percorriamo all'incirca 250 chilometri superando 10.000 metri di dislivello, compresi tra i 950 mt slm di Forca di Penne (AQ) e la riva dell’Adriatico a Campomarino (CH). La possibilità di sosta e di pernottamento lungo il Tratturo Magno richiede che si attivi un protagonismo diffuso tra le comunità locali e le associazioni per definire i luoghi dell’ospitalità, unite a rivalorizzare il Tratturo Magno come bene immateriale comune di inestimabile valore.

Ci entusiasma riscontrare come di anno,in anno si vadano organizzando sempre più iniziative per il Tratturo Magno. E' tra i principali obiettivi di questo movimento di camminatori quello di stimolare sul territorio associazioni e enti pubblici per fare rete attorno alla ri-valorizzazione del percorso tratturale, la tutela e il rilancio dei beni comuni demaniali, dei beni paesaggistici e storico-culturali del mondo rurale e delle sue risorse interne, di stili di vita più legati al respiro della terra, alla bellezza, al silenzio e ai tempi più lenti del cammino.

Un po' di storia

La transumanza ha una storia che risale sicuramente a prima del III° secolo a. C. Oltre alle numerose testimonianze archeologiche disseminate lungo la via dei grandi tratturi (ricordiamo Peltuinum lungo il Tratturo Magno), ci sono numerose citazioni di tale uso nei testi latini. Marco Terenzio Varrone, Tito Livio, Columella, Catilina, Cicerone hanno commentato per diverse ragioni gli antichi itinera callium fino alla Puglia. Sicuramente c’è stata, nell’era della Roma repubblicana, l’organizzazione amministrativa e fiscale dell’ ager publicus conquistato con le guerre italiche. La stabilità politica ha favorito in ogni epoca storica gli spostamenti e i commerci necessari per la pastorizia transumante; la caduta dell’Impero Romano determinò al contrario un declino di questa pratica. I monaci cistercensi, intorno all’anno Mille, ricrearono alcune ricche greggi, allevate nelle pertinenze dei monasteri insieme a bestiame di altre specie. Nel 1155 la Costituzione di Guglielmo il Malo fissò dei privilegi in favore dei pastori dell’Appennino.

Solo l’unificazione politica normanna e l’articolazione istituzionale svevo-angioina, all’inizio del Trecento, recuperarono parzialmente la frammentazione medievale dell’Abruzzo interno, del Molise e delle Puglie, favorendo nuovamente la crescita dell’allevamento ovino. Foggia e Lanciano, secondo il disegno dell’Imperatore Federico, divennero importanti centri commerciali, sedi di fiere annuali e di scambi mercantili, mentre L’Aquila acquisiva una rilevanza assoluta nelle arti della lana. Il 1° agosto 1447 Alfonso I° d’Aragona istituì la Regia Dogana per la Mena delle pecore in Puglia, trasferendo l’esperienza spagnola di una legislazione privilegiata concessa alla Mesta (Regno di Castiglia, 1273), una lega di pastori equivalente alla nostra Generalità de’ Locati. Il Re di Puglia concedeva protezione e diritto di passaggio libero lungo il Regio Tratturo dall’Aquila a Foggia, per una via d’erba larga 111 metri, fino alle locazioni sul Tavoliere delle Puglie, con la concessione per tutto l’inverno di erbaggi adeguati a sostenere il numero delle pecore dichiarate in cambio del vittigale o della fida.

Gli spagnoli ricrearono così un efficiente sistema economico, anche introducendo dalla penisola iberica riproduttori di pregiata razza Merinos. All’epoca la lana costituiva il 40% delle produzioni di un gregge e il miglioramento della qualità dei velli rappresentò la fortuna del Collegio de’ Lanaioli nella città dell’Aquila e dei proprietari delle greggi nei paesi vicini. Nuccio e Bartolomeo della Fonte, lanaioli, furono tra i notabili più in vista della città; Domenico, figlio di Nuccio, ne fu il camerlengo. Lo stesso Collegio de’ Lanaioli eresse e custodì il mausoleo di Pietro Celestino dentro la Basilica di S. Maria di Collemaggio. Altrettanta ricchezza cresceva nei paesi vicini: nel 1666 L’Aquila contava 7 locati nelle Puglie, Barisciano 26, Calascio 46, Lucoli 59, Castel del Monte addirittura 197, ed erano greggi numerosissime che arrivavano anche a 15.000 capi. In quel periodo, infatti, le 15 maggiori famiglie dell’aquilano possedevano ben 160.000 pecore! Erano onde che si muovevano costantemente tra le montagne e il mare, nonostante i pericoli e le traversie di quei tempi: i contrasti con gli agricoltori arbitrati dal Tribunale di Foggia, le lotte tra i nobili feudatari, i briganti come Marco Sciarpa, i Turchi dal mare pronti al saccheggio (Serracapriola, 1566), i moti di Masaniello guidati da G. Sabato Pastore (Foggia e Lanciano - 1648), i terremoti disastrosi (S. Severo – 1627, L’Aquila - 1456, 1703, 1786), le epidemie con mortalità altissime, frequenti sia tra gli uomini (la peste, 1347/1352 e 1629/1631) che tra gli animali (afta epizootica, carbonchio). Nonostante tutto, la lana maiorina, la migliore per periodo di tosa, commercializzata nella Fiera di Foggia nella prima quindicina di maggio, continuò a portare entrate ingenti nelle casse dei reggenti e degli armentari fino all’importazione sui mercati europei delle lane merinos australiane.

Nel 1806 la riforma agraria del Tavoliere, voluta da Giuseppe Bonaparte divenuto Re di Napoli, segnò la fine della Dogana, confermata nel 1865 da una legge del Parlamento Italiano che abolì ogni diritto di pascolo estivo e invernale, di promiscuità o di uso civico. Soprattutto in Puglia, l’Opera Nazionale Combattenti ridistribuì i migliori terreni alle famiglie dei reduci della Grande Guerra (1915 – 1918) con la realizzazione di piccole colonie agricole, caratterizzate dai silos per cereali e destinate a contribuire alla “battaglia del grano”. Nell’Abruzzo interno l’allevamento ovino ha continuato a rappresentare una importante risorsa sociale ed economica, tanto che nel 1859 veniva fondata la Cassa di Risparmio dell’Aquila proprio grazie alla conversione di alcuni grandi proprietà armentizie. Ancora nel 1899 il primo Regolamento di Polizia Urbana consentiva di allevare nel centro abitato piccoli allevamenti di non più di 20 ovini o caprini e di mantenere scorte per 50 quintali di fieno.

Agli inizi del secolo i prati del Tratturo Magno erano sicuramente intatti e ben tenuti a Onna (AQ), dove venivano organizzati anche eventi mondani per la borghesia dell’epoca. La foto dei primi anni del ‘900 ci rimanda a una festa danzante dopo un torneo misto di tennis sull’erba: una piccola Wimbledon di casa nostra. Con questa immagine Tracturo3000 ha reso omaggio al campione Nicola Pietrangeli, cittadino onorario e originario di Prata d’Ansidonia. A conferma delle profonde radici pastorali aquilane, il diritto di uso civico è ancora oggi vigente sui pascoli montani abruzzesi. Anche la transumanza a piedi lungo il Tratturo Magno è continuata fino agli anni ’50; subito dopo iniziò un breve periodo di utilizzo delle carrozze ferroviarie per lo spostamento delle greggi da Popoli verso Poggio Imperiale e altri scali pugliesi. Negli anni ’70 prese definitivamente il sopravvento il più comodo trasporto diretto dal pascolo all’azienda invernale su autotreni a rimorchio, veloci TIR a tre piani con elevatori idraulici.

Idee & Fatti

Lo Scopo

Lo scopo di Tracturo3000 è quello di promuovere azioni attraverso cui esaltare i valori intrinseci e post moderni del Tracturo Magno, oggi ingiustamente ancorato a una identità passata conosciuta da pochi e poco attraente per le generazioni contemporanee.

Il filo conduttore

Il filo conduttore di questo cammino è la costruzione di significati, valori, stili di vita nuovi e nuove reti virtuose tra le persone attraverso cui unire i paesi verso uno sviluppo locale sostenibile e dare attualità al mondo rurale e a quello pastorale insieme.

La riscoperta e la guida

Il 2007 è stato per noi l'anno della riscoperta, quando la nostra avventura ebbe inizio.

Si è operato attraverso le seguenti fasi:

Individuazione di percorsi (fruibili / riattivabili) *autunno 07*
Ricognizione dei punti di accoglienza esistenti *autunno 07*
Rilievo delle emergenze storiche, attuali, naturali *autunno 07 - inverno 07*
Reporting delle altimetrie e difficoltà (tappe previste) *autunno 07 - inverno 07*
Percorsi con le greggi (in partenza – all’arrivo) *autunno 07*
Studio e disegno di interventi modulari *autunno 07 - primavera 08*
Reportage audio-visivi del percorso *autunno 07 - primavera 08*
Pubblicazione dei lavori prodotti Tracturo3000 *dicembre 07 - gennaio 07*
Primo evento di presentazione risultati *primavera 07*
Definizione del processo della seconda annualità di Tracturo3000 *primavera 07 - estate 08*

Oltre a queste attività essenziali si è inoltre provveduto a:

promuovere l'iniziativa su magazine italiani ed europei; organizzare cerimoniali di saluto (alla partenza -AQ- e all' arrivo -FG-);
organizzare la Cena dei Pastori la notte della partenza;
costituire una prima rete di collaborazioni.

Gli appassionati e gli esperti che hanno partecipato alla prima iniziativa di Tracturo3000 hanno raccolto e hanno elaborato elementi ed informazioni lungo il Tratturo Magno per offrire in un lavoro conclusivo multidisciplinare una visione nuova di questo grande patrimonio. Il punto di vista privilegiato è stato quello del moderno escursionista che ha a disposizione le informazioni ritenute oggi necessarie per organizzare un percorso a piedi di 2 settimane: tracciati GPS; altimetrie delle tappe; punti di sosta possibili; distanze dai principali servizi; deviazioni suggerite verso luoghi di particolare interesse; allevamenti di ovini; agriturismi; ecc.

La prima edizione è stata una vera e propria guida del camminatore lungo il Tratturo Magno e verrà integrata da una documentazione video-fotografica originale che risulterà molto utile per la consultazione in rete su sito / blog, proponendo in anteprima i panorami e le scoperte accessibili lungo il cammino. Non sono state e non saranno in nessun caso utilizzate foto d’archivio di monumenti già fotografati e ben noti (ai quali si rimanderà con specifici link); le immagini dovranno piuttosto costituire spunti di riflessione per una rivisitazione moderna della storia della transumanza. La nuova multiculturalità presente nelle campagne apulo-abruzzesi e soprattutto nelle aziende pastorali sarà una stimolante occasione di confronto intorno ad un tema che interessa tutto il bacino del Mediterraneo. La pecora è sicuramente l’animale simbolo dei popoli che si affacciano sul mare nostrum, adatta ai terreni più poveri e al clima secco delle coste, riesce ancora a offrire piccole ricchezze distribuite ed un aiuto importante per la salvaguardia diretta ed indiretta del territorio. Vie tratturali erano sicuramente presenti in tutti i paesi mediterranei e la loro riscoperta sul tempo lento del cammino è l’obiettivo più ambizioso per i prossimi anni di Tracturo3000.

I Protagonisti

I Vergari

Teodoro Ciaccia

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Amedeo Tartaro

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Ivo Gentile

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Tommasino Angelone

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Rosetta Germano

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I Damiani

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Gianluca Marinacci

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Angelo Bellotta

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Creative 2017. Tractturo3000