Sep 27,2016 Categories: racconti

Racconti di viaggio 2010

Il 29 settembre 2010 parte la nostra IV transumanza annuale e parte dall’interno della basilica di S. Maria di... Collemaggio, semidistrutta dal terremoto del 6 aprile 2009. La breve celebrazione ci vede raccolti sotto la luce del sole che passa attraverso la copertura trasparente che sostituisce la cupola crollata. Le colonne sono state sostituite da travature e tiranti in ferro grigio, quasi surreali. Fuori la stupenda facciata in marmo bianco e rosa è rimasta intatta. Spesso le televisioni la riprendono come simbolo della ricostruzione avvenuta, ma è una falsa informazione perché la facciata non aveva subito nessun danno, sorretta dalle strutture predisposte per il restauro ordinario. La tendopoli sul piazzale non c’è più come non c’è più neanche il prato per il nostro gregge.

Quest’anno sono presenti molti “pastori” alla partenza, molti studenti dell’Università dell’Aquila (che ha ripreso le sue lezioni). C’è nell’aria commozione, entusiasmo e allegria: la prima tappa ha sempre un sapore speciale. Chi conosce il Tratturo Magno sa che ci aspettano passi cari e noti… lunghe giornate in mezzo a campagne deserte e silenziose.

Ripercorriamo il Parco della Transumanza dietro la basilica, tenuto ben in ordine, poi il vivaio e la piccola chiesetta che le pecore devono attraversare, Onna con la sua gente che ci offre uno spuntino graditissimo. Proprio a Onna c’è la prima staffetta tra il gregge del fedele amico del Tratturo Angelo Bellotta e il gregge di Osvaldo Pezzopane, proprio sotto gli occhi dei bambini dell’asilo di Onna, ricostruito a forma di quaderno e realizzato grazie alle donazioni raccolte da Bruno Vespa con la sua trasmissione Porta a Porta. Storia ben nota a tutti, ormai: i pro e i contro dei media.

Lasciamo indietro San Gregorio distrutta, le nuove abitazioni prefabbricate a due piani, in alto sulla collina. Siamo nel verde e ci dirigiamo verso le antiche rovine di Peltuinum insieme al gregge di Amedeo Tartaro e giù nel crepuscolo verso S. Maria de' Centurelli. Il gruppo Empatia, l’O.N.A.F. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi),e il Consorzio Produttori Latte hanno organizzato per noi una bella serata musicale proprio sotto la Chiesa dei Cinturelli che deve ancora essere restaurata per i danni subiti. Formaggi e salami locali in abbondanza, zuppa di fagioli e una squisita “pecora alla cottora” per tutti. Eh sì l’amico chef Lino non delude mai! La musica allegra e il vino ci accompagnano nella notte.

Nel recinto, il gregge di Tomassino Angelone ci fa compagnia e alla mattina ci guida verso la Piana dell’Asino e il bosco chiuso da attraversare della seconda tappa: la più disagevole e la più corta. Pernottamento a Capodacqua, pronti per la someggiata della mattina con gli asinelli dell’amico Cristian, ideatore di Ciucolandia. Il Centro, quotidiano del gruppo Repubblica-Espresso, nel 2010 segue la nostra transumanza in modo innovativo: aggiornamento on line sul sito web del giornale con le foto via via tramesse da telefonino e i lettori hanno potuto condividere con noi i pesaggi attraversati.

Come l’immagine della torre tratturale di Forca di Penne che è per noi il simbolo della terza tappa . E’ crollata dopo il terremoto e ci dà qualche brivido di tristezza e di responsabilità: faremo di tutto per promuoverne la ricostruzione. Il sentiero scende verso il panorama aperto dei colli pescaresi e il mare. Cambia il paesaggio. La pioggia ci costringe ad una sosta anticipata, ma un bell’agriturismo proprio lungo il Tratturo Magno ci offre una bella ospitalità e possiamo fermarci anticipatamente, ma senza troppi disagi. Le colline chietine offrono il la distesa infinita dei vigneti e i dolcissimi fichi di fine stagione; a Giuliano Teatino si ripete il bell’incontro con nonna Pierina e conosciamo il suo allegro figliolo….ultraottantenne!

Stanchi e allegri gustiamo una bella cena in famiglia. Fabrizio scatta le sue fotografie artistiche, Antoniette e Paola mettono al servizio del gruppo il loro passo da escursioniste esperte in trekking internazionali; Angelo J. aggiunge al mix la sua allegria confusionaria e “filosofica”. Quinta tappa: Lanciano ci regala i suoi bei monumenti e qualche immagine di vita cittadina. Qualche problema fisico dimezza il gruppo, ma si prosegue. I Cavalieri del Tratturo ci scortano nella bella masseria della famiglia Di Giulio e il nostro gentilissimo ospite ci offre una gustosa cena in ricordo del nostro amico Michele Di Carlo, appassionato responsabile dell’Ufficio Tratturi della Regione Molise, scomparso prematuramente. Il confine con la Puglia è vicino alla masseria, proprio sotto la pista della famosa “carrese” che si corre in primavera sul tracciato del Tratturo Magno.

Serracapriola tra le colline arate da poco, la pianura solitaria, il Fortino della Dogana, la salita dura e poi, finalmente, l’agro di San Paolo Civitate. Don Teodoro Ciaccia ci aspetta, come ogni anno, così come l’azienda vicina, dedicata all’horse riding con “memorabilia” country western. Possiamo passare comodamente questa ultima notte in transumanza. Siamo quasi arrivati. Foggia è ormai a pochi chilometri, in fondo alla SS 16, dopo San Severo e il fantasma dello zuccherificio.

Ci aspettano l’Epitaffio e il Palazzo della Dogana, dove ha sede la Provincia, tante strette di mano, ma la nostra soddisfazione più grande è avere portato a termine il cammino, anche in questo autunno 2010, per dare ancora visibilità alla nostra cultura pastorale. Cultura antichissima, ma sempre vitale e ricca di suggestioni.