Sep 27,2016 Categories: racconti

Racconti di viaggio 2009

LA PECORA ZOPPA

Sono appena ritornato nel cratere e sta iniziando a piovere, è il tempo giusto per riprendere a... scrivere questa storia. Una storia iniziata a Castel del Monte, al tavolino del bar in piazza, in quel paese che custodisce ancora due tesori: la cultura del sole e della pastorizia. Era il mese di settembre del 2000 e girava nella testa l’idea di riscoprire il Tratturo Magno tra L’Aquila e Foggia. Un’epidemia tra le greggi nel sud Italia e la disastrosa campagna vaccinale aveva fermato il progetto per qualche anno, ma sono abruzzese e qui siamo davvero testardi. Fortunatamente lo sono anche i miei amici.

E’ stato facile decidere la data di partenza: il 29 settembre, San Michele, inizio dell’annata doganaria nel calendario dei pastori. Bisogna trovare carte, testi, ogni tipo di documenti, tempo, fare cento sopralluoghi e tentativi. Chilometro dopo chilometro, il percorso da seguire è diventato sempre più chiaro ed evidente. Per le pecore, l’idea vincente è stata organizzare una specie di staffetta (da buon veterinario posso dire di conoscere tutte le greggi di queste montagne), così gli animali non fanno troppi chilometri. Il 29 settembre del 2007 siamo partiti per la prima volta dal prato di Collemaggio e siamo arrivati a Foggia il 7 ottobre, dopo 9 giorni di cammino duro. Nel 2008 il temporale e la grandine sono stati una prova difficile. Ma il cammino più duro è iniziato il 6 aprile del 2009, di notte. Molti amici di Tracturo3000 sono stati vicini a questa Aquila ferita, e altri sono venuti ad aiutarci in qualche modo, in modo semplice e senza farsi nessuna pubblicità. Riorganizzare anche nel 2009 la Rassegna Ovini di Campo Imperatore è stato il primo passo impegnativo, poi abbiamo dovuto ritrovare la forza di ripartire anche per il Tratturo Magno, nonostante tutto, con lo stesso gregge, alla stessa data.

Arrivano da lontano la nostra amica finlandese Terhi, la instancabile Paola Triadan da Trieste, la giornalista del New York Times Rachel Donadio, l’antropologo Franco La Cecla, la scrittrice Rebecca Solnit, Stefano Benni… Daniele Vicari ci è vicino come sempre e il film che ha coraggiosamente prodotto “L’Aquila Bella Mé” ci sembra quanto di più vero sia stato girato per documentare il terremoto. Il gruppo di Mediterraid ci spinge a partire con il suo entusiasmo costante e contagioso. Vogliamo fare qualcosa in più in questo anno disgraziato e indimenticabile, così si decide di ritracciare il tratturello che scende da Campo Imperatore, davvero simbolico perché attraversa Filetto e si congiunge con il Tratturo Magno proprio a Onna: due paesi che nel 1944 furono accomunati da stragi naziste e rappresentano oggi il dolore della memoria. Il 28 settembre si scende dalle Fondari con le greggi transumanti dei fratelli Gianvito , che tornano nel Teramano, poi da S. Egidio fino a valle con le pecore del giovane Alfredo De Paulis. I nostri due esperti di Tracturo3000 sono la fotografa Terhi Paavola e il forestale Antonio Beccia che seguono tutto il percorso a cavallo (sono entrambi abili cavalieri).

Nel 2009 la transumanza ha visto così per la prima volta la partecipazione di cavalli e di asini grazie alla collaborazione amichevole di Ciucolandia a Capodacqua e dei Cavalieri del Tratturo nel Molise. Il giorno 29 settembre, data canonica, entriamo nella città dell’Aquila da Porta Napoli, semidistrutta e puntellata, verso la tendopoli di Collemaggio. Anche la basilica è distrutta, la cupola è crollata, mentre la facciata si è salvata solo grazie alla massiccia struttura di sostegno in tubi innocenti usata per il restauro (concluso da tempo). Le tende blu della Protezione Civile hanno coperto il prato: ogni tendopoli è una Babele di problemi diversi da affrontare, e come questa ci sono altre 175 tendopoli ! ….guardo in basso e mi muovo come una pecora zoppa sul viale devastato dal terremoto. Tre piedi buoni soltanto: due scarpe comperate sul Camino di Santiago e il bastone nuovo, scolpito apposta per l’occasione da un anonimo bravissimo artigiano. Ogni metro lo cammino tre volte: nel tempo naturale dei pastori, nel tempo recente di questa città, bella, indifferente e amata… e poi in questo tempo di macerie e di morti. Li ho contati uno ad uno i morti, poi io, come altri, ho cercato di fare qualcosa per i vivi. Oggi questo cammino lo devo fare per me. Paola Triadan mi segue, e ci sarà fino in fondo, capisce i miei pensieri neri, la disperazione, sa camminare silenziosa e tenace...

Passiamo sotto le C.A.S.E. di Bazzano appena completate e consegnate proprio oggi dal capo del Governo ai primi inquilini. Bandiere, stampa nazionale ed estera, bande. A meno di cinquanta metri noi camminiamo, pensierosi, con il nostro gregge. Prima tappa a Onna, paese di orti e di tratturo, 250 persone diventate famose, purtroppo, in tutto il mondo. Lì c’è l’ultimo tratto integro di Tratturo Magno, circondato dal nucleo industriale eppure ancora coperto di erba, con un piccolo abbeveratoio, due casali e due chiesette. Un luogo da conservare. Su quel prato hanno organizzato un evento importante, sul palco relatori famosi e gruppi musicali di giovani aquilani. Fa notte, sul casale come sopra uno schermo gigante scorrono le immagini delle precedenti edizioni….. è una vera sorpresa, è bellissimo….

Il cammino continua nel “cratere”: Castelnuovo rasa al suolo, la chiesa di Cinturelli pericolante che non potrà ospitarci per un po’ di tempo, dopo la salita in someggiata con gli asini di Ciucolandia, Forca di Penne e la sua torre crollata ci danno l’ultimo colpo al cuore. Da qui, però, si vede il mare, finalmente, e mentre si scende sul colmo delle colline pescaresi il senso di nausea diminuisce, passo dopo passo. A Casalbordino arriviamo fino alla spiaggia in un bel sole autunnale e caldo, seguiamo un lungo tratto di costa, incontriamo i pescatori, ammiriamo l’eleganza dei trabucchi, ritroviamo la casa dell’infanzia di Paola. ….

Quasi ho dimenticato il paesaggio di guerra che mi aspetta al ritorno, ma mi accorgo subito di persone anziane molto abbronzate che parlano con un dialetto che conosco bene: sono gli sfollati negli alberghi ! Ascolto. Dicono che le famiglie si sono riavvicinate per far tornare i figli a scuola, che loro in fondo stanno bene. Un signore arzillo in pantaloni corti fa ridere la compagnia con le sue battute…. Ripartiamo verso Foggia. Paola è un aiuto meraviglioso, arriva anche Angelo Jonas, scanzonato come sempre eppure riflessivo, attraversiamo il Molise in un giorno, scortati dai Cavalieri del Tratturo. Passiamo sotto la Serracapriola di Padre Pio, la Dogana sul fiume Fortore, la masseria bianca di don Teodoro, le nigeriane sempre al lavoro sulla statale, lo zuccherificio deserto, poi Foggia e il suo “Epitaffio”. Quest’anno ci sono più autorità, più fotografi, anche i bambini delle scuole. Siamo arrivati davvero, 300.000 passi anche quest’anno. Non lo credevo possibile. Grazie.