Sep 24,2016 Categories: racconti

Racconti di viaggio 2008

PRIMA GUIDA AL TRATTURO MAGNO

L' edizione 2008 inizia il 26 settembre nel Salone delle Assemblee della Cassa di Risparmio dell’Aquila con con la presentazione (finalmente) della prima edizione del nostro libro “Prima Guida al Tratturo Magno”, ricco di belle foto e tradotto anche in inglese e spagnolo.
 Il risultato ci sembra buono: quello che possiamo sfogliare soddisfatti è una vera guida, con tanto di carte topografiche e altimetrie, ma è anche un racconto e un diario “in cammino”: è quello che volevamo! Nella bella sala arricchita dalla collezione d’arte della CARISPAQ e dalle fotografie a tema di grande formato sono presenti tutti i pastori che hanno partecipato all’edizione 2007; sono indubbiamente loro i protagonisti della serata, allineati con noi dietro il lungo tavolo, mentre le autorità e il pubblico riempiono la sala. Antonello Fratoddi e Monica di Mediterraid sono riusciti ad essere presenti e c’è anche l’amico Stefano Renzoni che ha lavorato duramente alla cartografia con Assieh Latifi. Assieh cura anche l’organizzazione della serata e i rapporti con gli amici Persiani. 
La serata viene davvero resa interessante dal confronto tra l’antica cultura abruzzese e quella del popolo persiano nomade Qasqoi: pochi oggetti, ma significativi, testi, foto davvero interessanti, numerosi interventi del pubblico. Alla fine siamo molto soddisfatti, sia noi che gli amici pastori e tutti i presenti: abbiamo distribuito 200 copie, esaurendo così tutto il blocco della prima tiratura di prova; la prima edizione prevede la stampa di 1500 copie.
Quando usciamo attraversiamo contenti i portici affollati come sempre alle otto di sera e ci rallegra ancora la vista del monitor della Camera di Commercio che manda in sequenza le magnifiche foto di Terhi Paavola e di Piero Marsili Libelli. Probabilmente da molti decenni la cultura pastorale non aveva riavuto un ruolo così centrale in questa città che pure deve tanto alle sue greggi.

29 settembre 2008 L'Aquila - Settefonti

La partenza si ripete come nel 2007 dal piazzale della Basilica di Collemaggio, purtroppo (o per fortuna) in fase di restauro; così un telo con la riproduzione della facciata a grandezza naturale ricopre la fitta intelaiatura di tubi innocenti e regala a questi primi passi della nostra transumanza una cornice quasi post-moderna. Sarà questa la sensazione che ci accompagnerà per tutti i 9 giorni: lavori in corso, poesia, quasi una sospensione nel tempo. Giriamo intorno alla basilica. Due maestri del Conservatorio dell’Aquila suonano un corno inglese e una tromba per noi e il nostro gregge dalla finestra dell’ex convento. Momento davvero suggestivo, ripreso dal video di Fabio Iuliano per il sito web di Repubblica e del Centro. 
Conosciamo bene il percorso, Onna, S. Gregorio, le cave di Poggio Picenze, la piana di S. Lorenzo con i mandorli secolari, Peltuinum, quasi irreale sulla collina. Poi il riposo, ospiti nella fattoria di Pippo, amico di sempre. Ancora una volta si sono avvicendate con noi le greggi di Domenico, innamorato della sua compagna che lo aiuta con le pecore, Licio e il suo cane, Amedeo, ritratto come Giotto dal nostro fotografo.

30 settembre 2008
 Settefonti – Forca di Penne

La Madonna dei Cinturelli ci dà il buongiorno con la sua Campana del Viandante e ci incoraggia alla salita: il Piano dell’Asino, la serrata romana, i cippi RT, e poi la difficile discesa nel bosco fitto seguendo ancora le piste dei cinghiali, giù fino alle Piane di S. Pelagia. Ritroviamo l’ospitale famiglia Gentile, gentile di nome e di fatto, poi incontriamo una sorpresa: un nuovo allevamento proprio sul Tratturo Magno, asini. Bisognerà pensarci l’anno prossimo e fare anche una someggiata per restituire a questo animale il ruolo che ha avuto in tante transumanze antiche. L’ultima salita è dura come ci aspettavamo, il riposo a casa Verna, sotto la Torre arriva davvero meritato.
 Accanto al fuoco racconti e storie. Il dottor Verna, ospite affabile come sempre ci dice che molti camminatori quest’anno si sono fermati lì per una notte, venuti da Germania, Austria e Svizzera grazie ad una guida in lingua tedesca che suggeriva questo itinerario per scendere da Campo Imperatore verso Bolognano, per la dovuta visita alla casa di Joseph Heinrich Beuys (1921 – 1986), sicuramente tra i più importanti artisti europei del ventesimo secolo.

1 ottobre
 Forca di Penne-Villareja


Il piccolo gregge di Verna ci fa strada nel primo tratto della discesa, mentre attraversiamo uno schieramento di cacciatori alla posta in attesa dei cinghiali. Attenzione. I sentieri sono noti, è facile seguirli sulla dorsale delle colline pescaresi. Le vigne, gli ulivi: il paesaggio cambia, Chieti indica la direzione, la Torre ci guarda le spalle.

2 ottobre
 Villareja –Giuliano Teatino


Abbiamo approfondito le nostre indagini sul percorso di questa tappa anche grazie alla tecnologia Google Maps, seguendo ancora più esattamente il tragitto originale, pur attraversando un’area ad urbanizzazione elevata: il Ponte delle Fascine, poi il Vivaio, la rotonda stradale e siamo dentro Chieti Scalo, giriamo a destra fino ad incontrare un maneggio e poi a sinistra troviamo finalmente Via del Tratturo in salita. Questa via ci porta nel territorio del Comune di Bucchianico, è quella giusta. Siamo tornati sui passi conosciuti: lo snodo stradale del fondovalle del fiume Alento, poi il tratturo sale diritto davanti a noi, è sterrato e dal fondo argilloso, fortunatamente asciutto, fino a scollinare. Il quadrivio, la discesa (troviamo un nuovo cippo RT seminascosto), la chiesa di S. Vincenzo (il sacro e il profano, ricordate?) e ancora la via del fondovalle a scorrimento veloce. Risaliamo Col Castagno su una interpoderale asfaltata e si va a trovare la nostra amica centenaria, in ottima salute. Qui, a Giuliano Teatino, si unisce a noi Betta (ovvero Maria Elisabetta Aloisi Mastella) con il suo cane, per alcuni noi lei è una nuova conoscenza, vera esperta di giardini e di botanica. La compagnia è buona e cordiale e a sera ci scaldiamo intorno ad un’ottima cena preparata dagli amici dell’agriturismo biologico che ci ospita. Anche qui ritroviamo per caso un esperto allevatore di asini, che si mostra davvero interessato….ne terremo conto per l’anno prossimo, è una promessa.

3 ottobre 
Giuliano Teatino –Lanciano 


Al mattino il gruppo riparte più numeroso e allegro: ritroviamo gli amici di Mediterraid, Stefano (il nostro amico esperto in GPS e cartografie), Assieh e con loro la nuova transumante Benedetta Colli, veterinaria. Procediamo con attenzione e facciamo nuove scoperte che ci danno soddisfazione: un piccolo parco realizzato nel 2008 lungo il Tratturo Magno e un antico abbeveratoio tratturale recuperato a Poggio Fiorito. Sono questi i piccoli passi che ci dicono che forse andiamo nella direzione giusta. Sotto Lanciano un altro piccolo perfezionamento del percorso: recuperiamo un sentiero sterrato che passa a fianco di una piantata di noci, su in salita verso le Coste di Chieti; per noi ogni sentiero ancora aperto diventa una risorsa importante. Lanciano ci accoglie bella come sempre; in occasione del nostro passaggio consegniamo in Comune una copia dedicata del libro di Giustino Parisse sui martiri di Onna, per una sorta di gemellaggio ideale delle due comunità.

4 ottobre
 Lanciano –Petacciato


Dalla Chiesa dell’Iconicella è piacevole scendere verso la vallata, seguendo un pezzo di sentiero erboso che è un ricordo percorribile del Tratturo Magno lungo circa due chilometri. Il terreno argilloso è bagnato e scivoloso e rende difficile ogni passo. Il tempo è incerto e scendendo verso il Ponte Zamenca peggiora di molto: da nord nuvoloni neri e fulmini, da sud pioggia e grandine. La situazione si fa davvero pericolosa perché è un tratto di vigne e canneti e non c’è nessun riparo; il pericolo più grande sono i fulmini ma anche la grandine fa paura. I chicchi sono grandi e fanno male sulla testa e sulle spalle, in breve a terra se ne forma uno strato di 15 centimetri che impedisce di camminare con sveltezza. Siamo completamente bagnati e non possiamo ripararci in nessun modo. Dopo circa due ore riusciamo a metterci in salvo sulla strada asfaltata dove troviamo un ristorante che ci accoglie non senza problemi per tutti gli altri ospiti che ci guardano come marziani. Adesso capiamo davvero la grande paura del popolo dei pastori per i temporali e per i fulmini. Individuiamo il percorso corretto sopra Vasto grazie alle chiese di S. Francesco e S. Antonio: l’autostrada Adriatica in questo tratto fiancheggia praticamente il Tratturo, quindi S. Salvo, il fosso Buonanotte (si è fatta notte infatti) e la salita verso Petacciato. Una tappa lunghissima e quasi disperata, non può più essere ripetuta così perché è troppo lunga.

5 ottobre
 Petacciato –Cliternia Nuova


Conosciamo bene il Tratturo Magno molisano: le imbrecciate bianche tra le colline, i meloni bianchi coltivati dai concessionari, la solitudine sconfinata mentre si passa fuori dai paesi, il passaggio del fondovalle difficile da interpretare, con i segnali che finiscono nel canneto e i nastri di asfalto paralleli di cui è difficile capire il senso. L’arrivo a Cliternia Nuova sulla pista della “Carrese” di S. Martino in Pensilis è sempre un momento di bellezza: sostiamo in un’azienda agricola molto curata con il custode albanese Ariol che fa da ospite, dalla veranda possiamo godere un panorama unico di campi coltivati a vigneti, via, via fino al mare, non troppo lontano.

6 ottobre
 Cliternia Nuova –Locazioni di S. Severo


Don Teodoro Ciaccia ci aspetta alla dogana, simbolo immutabile del suo mestiere antico. Per arrivare da lui dobbiamo sconfinare nelle Puglie, risalire le colline di Serracapriola e poi la piana lungo la S.S. 16 che passa proprio sul Tratturo Magno. Attraversiamo il mare ondoso dei campi arati, belli come li ricordavamo l’anno precedente con le loro geometrie curve di argille rovesciate. Evitiamo l’errore già fatto nel 2007 e non scendiamo in basso, seguiamo invece un nastro d’asfalto assolutamente senza auto che passa sulla dorsale collinare di Montesecco per riscendere poi al bivio del paese di Padre Pio. E’ questo il percorso esatto del Tratturo Magno.Dalla Dogana oltre il fiume prendiamo la ripida salita dove ci aspetta il gregge dell’amico Don Teodoro: anche qui lavori in corso, un rimboschimento definito parco, finanziamenti europei, ma la discarica rimane ancora al suo posto a incombere sopra il tratturo.

7 ottobre
 Locazioni di S. Severo - Foggia


La mattina don Teodoro vuole che conosciamo il veterinario del posto, il dottor Abbenante che ci fa da guida tra le locazioni di S. Severo, ci mostra le cave di pietra del suo paese e ci dà infine l’arrivederci all’anno venturo. Il percorso verso Foggia propone davvero un paesaggio post industriale che ricorda le fotografie di Wim Wenders.

Quest’anno approfondiamo proprio questo aspetto visitando quello che rimane dello Zuccherificio Eridania, una delle cattedrali nel deserto rurale della Puglia, riconvertito in parte ad officina culturale. L’arrivo a Foggia infine viene dedicato all’incontro con i Servizi Veterinari della zona, disorientati custodi delle tradizioni pastorali pugliesi, ospiti gentili che ci portano a visitare la rinnovata Piazza dell’Epitaffio, abbellita e ancora con i soliti…..“lavori in corso”.