LA TRANSUMANZA
La transumanza, patrimonio nobile e antico di popolazioni che attraverso la cultura pastorale hanno scambiato conoscenze, implementato economie, favorito scambi commerciali, trova con fatica una sua giusta collocazione nel mondo contemporaneo dove le relazioni umane sono scandite da una diversa concezione del tempo.
Le vie di comunicazione ancora oggi veicolano culture e costumi nuovi, ma sono depositarie di un diverso modus vivendi all’insegna dell'accesso diretto e veloce alle informazioni e all’ambiente.
La vasta bibliografia esistente interpreta e documenta le vie dei tratturi nel loro valore storico, eppure molti segnali indicano come la cultura della pastorizia sia una realtà ancora viva, soprattutto nelle regioni attraversate da queste vie. In Abruzzo, nel Molise e in Puglia sono stati proposti nell'ultimo decennio un buon numero di progetti e di lavori mentre giovani aziende hanno trovato forme di cooperazione e di valorizzazione per i loro prodotti. Il vivo interesse coltivato dagli “addetti ai lavori” negli anni 2000, è ancora insufficientemente supportato dalla pubblica amministrazione per la quale l’eredità dei tratturi pare essere diventata quasi un peso o, al limite, un' icona turistica vuota di contenuti.
Ogni idea positiva sembra che si scontri con il depauperamento progressivo di quelli che un tempo erano beni demaniali per eccellenza. L'impossibilità di recuperare integralmente i simbolici 111 metri di larghezza originali del Tracturo Magno lungo i 244 km che vanno dall’Aquila a Foggia, può però essere superata attraverso una nuova visione del tratturo.
Il Tracturo non è semplicemente un'area da tutelare: è un percorso e un bene immateriale che ha una storia di secoli e nei secoli ha subito cambiamenti e adattamenti continui, trasformazioni che testimoniano il pas-saggio dell'uomo.
Un esempio ispiratore a livello europeo è il Camino de Santiago de Compostela, studiato direttamente da alcuni membri del gruppo di lavoro, che è diventato un momento di importanza unica per realizzazioni sostenute da Fondi Comunitari. Annualmente richiama centinaia di migliaia di pellegrini, fedeli e non, in un contesto in qualche modo analogo al nostro. In Spagna El Camino è stato individuato come una linea di sviluppo comune per le aree rurali di regioni che spesso sono state in contrasto tra loro: è la dimostrazione di un successo possibile e ripetibile.
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